"Occhio alle IPO – social network e alta moda"

IPO = initial public offering, è un’offerta al pubblico dei titoli di una società che intende quotarsi per la prima volta su un mercato regolamentato. Società che creano a riguardo forte interesse mediatico ad ampia risonanza sono quelle dei social network e quelle di alta moda.

Il social network Linkedin, legato al mondo del lavoro,  si è quotato in borsa per la prima volta il 19 maggio 2011 con un prezzo di collocamento di 45 $ per azione, che è subito schizzato a 92,99 $ per azione, salvo poi stazionare sugli 85 $.

 Queste dinamiche fanno già  parlare gli analisti, che hanno iniziato a vagliare la struttura, la redditività e la crescita della società, di nuova bolla sul mercato finanziario. Nel 2010 Linkedin ha chiuso il bilancio con soli 243 milioni di dollari di ricavi (15,3 milioni netti), numero che non giustifica il valore di mercato di 9,2 miliardi di dollari, raggiunto grazie al boom iniziale, eguagliando un colosso come la Mattel, che ha ricavi annuali di 5,8 miliardi di dollari.

Interessanti sono gli scenari che si apriranno con le IPO di aziende della moda come Prada che debutta alla Borsa di Tokyo il 24 giugno 2011, la Moncler e Salvatore Ferragamo, la cui IPO vede protagonista la famiglia fondatrice, ormai arrivata a sei nuclei familiari, una parte dei quali uscirà dall’azienda proprio in sede d’IPO, mettendo in campo azioni per circa 400 milioni di euro. Per il gruppo toscano questa strada di cambiamento aziendale è iniziata nel 2006 con l’assunzione di un manager esterno, Michele Norsa che ha guida il gruppo verso l’IPO di giugno. Ipo per cui è fondamentale capire a quale prezzo verrà ceduto il 25% del gruppo, le quote di alcuni rami della famiglia, considerando che la redditività di Ferragamo è inferiore al altre aziende dell’alta moda, ma che i suoi prodotti sono ambiti ed interessanti come pure la sua espansione geografica nei mercati del Sud-Est Asiatico.

Per i risparmiatori è difficile decidere se ha senso o meno sottoscrivere una nuova matricola. Questo porta a chiedere quali sono i parametri per prendere la decisione in quest’investimento di rischio, operazione finanziaria dove l’investitore vuole massimizzare il suo rendimento futuro e l’azienda l’incasso La società che promuove un’IPO offre sul mercato una quota del proprio capitale azionario attraverso le seguenti modalità:

  1. alienazione di azioni possedute dagli attuali azionisti - OPV, Offerta Pubblica di Vendita
  2. possibilità agli investitori di sottoscrivere azioni di nuova emissione - OPS, Offerta Pubblica di Sottoscrizione
  3. congiuntamente le due modalità sopraelencate - OPVS, Offerta Pubblica di Vendita e di Sottoscrizione

Nel primo caso – OPV – gli azionisti controllanti dell’impresa e/o gli investitori istituzionali presenti nel capitale cedono in parte o integralmente i loro titoli, la raccolta di capitale è dunque a favore degli offerenti che aumentano la loro liquidità, e intendono valorizzare il più possibile la propria plusvalenza, e non dell’azienda, che non ha alcun ritorno economico, ma solo un eventuale cambiamento ai vertici societari. Nel secondo caso – OPS – vengono collocate sul mercato azioni di nuova emissione che permettono un aumento e una raccolta di capitale positiva per l’impresa, la quale potrà scegliere se usarli in investimenti futuri, la strada auspicabile per il neoazionista, o per rimborsare eventuali debiti verso le banche.  Il terzo caso è quello più comune e di più difficile valutazione. Monitorizzare un’IPO significa dunque prestare attenzione alle operazioni tra i soci di maggioranza e l’azienda stessa immediatamente precedenti e alla dinamica dei margini reddituali su cui verrà calcolato il prezzo del titolo. Va sottolineato che le IPO assicurano un bottino cospicuo alle banche che ne curano l’iter.