"I derivati sulle materie prime agroalimentari"

"La speculazione finanziaria, sostiene il Presidente dell'AIAB, è uno dei principali fattori di volatilità di prezzi dei beni agroalimentari che stanno mettendo in ginocchio gli agricoltori ovunque nel mondo ed è anche uno dei motivi principali per cui oggi ancora un miliardo di persone soffrono la fame nel mondo". Le speculazioni spregiudicate dei derivati sulle materie prime agroalimentari contribuiscono in modo determinante all'aumento dei prezzi delle derrate  alimentari, in quanto la finanza derivata amplifica le oscillazioni dei prezzi, per questo è in atto la petizione "Fermiamo le scommesse delle banche sul cibo!"

al sito: www.makefinancework.org/home/food-speculation/?lang=en promossa da una vasta coalizione di associazioni che aveva richiesto agli europarlamentari della Commissione Affari Economici e Monetari contro la speculazione sul cibo nel maggio del 2011. La campagna contro questa finanza derivata ebbe una primo exploit nel primo semestre del 2008 in parallelo alle rivolte del pane e del riso che agitarono molte nazioni dall'Egitto all'Indonesia.

A più di un anno di distanza apprendiamo che nell'Eurozona solo nell'area tedesca quattro fra le maggiori banche hanno deciso, ciascuna con modalità diverse, di chiudere o ridimensionare i propri fondi di investimento legati a titoli derivati agganciati ai prezzi delle materie prime agroalimentari. In America invece la denuncia dettagliata di associazioni no-profit come Oxfam, World Development Movement, Food Watch, ha fatto breccia sulla politica di investimento di alcuni dei maggiori fondi pensioni che, usando il loro potere contrattuale, hanno convinto alcune delle maggiori banche a ritirarsi dal business dei derivati. La prima potenza emergente a vietare i derivati sulle derrate agroalimentari (in particolare su soya e riso) da un anno è stata l'India, tuttavia il grosso delle operazioni su questo tipo di derivati si svolge alla Borsa di Chicago, con contrattazioni che hanno ancora un impatto smisurato sui prezzi del cibo a livello mondiale.
Come sottolinea Rampini nel suo articolo comparso su La Repubblica il 20.08.12 la nascita del mercato dei "futures", dei derivati legati alle previsioni dei prezzi di determinati beni coincide, negli anni Settanta, con l'apice della "scuola di Chigago", ovvero della corrente neoliberista guidata dal Premio Nobel per l'economia Milton Friedman.