"Comunicazione Corporate 2.0"

La comunicazione corporate non può oggi accantonare la sua declinazione social - new media per la loro pervasività e viralità insita.

Ormai la maggior parte della popolazione ricava in autonomia le informazioni dalla rete, e il fatto che queste siano essere vere o false sembra non essere la preoccupazione maggiore. Si googla, si condivide, si linka, si tagga, si ritwitta secondo valutazioni personali, spesso di natura empatica o emotiva, si cercano informazioni specifiche su prodotti e know-how, su fatti e tendenze.

 

Il rapporto del singolo con la rete ha di fatto già cambiato le regole del marketing e della comunicazione tout court, che ormai non può più solo essere key message e martellamento del concetto, non può più essere solo creativa e ad alto impatto, ma deve stimolare engagement, deve coinvolgere l'utente in modo da genere vitalità e renderlo parte del processo, renderlo parte della realtà aziendale mostrandosi trasparente.

L'abilità oggi non è mettere fuori l'azienda lo schermo dello spettacolo, ma prendere per mano il pubblico, ogni singolo componente, e accompagnarlo all'interno della propria struttura attraverso corridoi di cristallo. Creando questo legame speciale si può incrementare action nei confronti del prodotto e awarness per il brand.

Con una corretta e strategica gestione dei new media e dei social, che va dal monitoraggio alla presenza, dalla creazione di contenuti al dialogo con gli utenti, mettendosi con loro sullo stesso piano, oltre creare quel legame speciale, si possono prevenire viralità ostili o bloccarle sul nascere. Con una gestione della comunicazione 2.0 (ormai 3.0) si coadiuva in modo integrato nei momenti di crisi, perché se è vero che il giornale di oggi e nell'immondizia di domani, è altrettanto vero che il link di oggi resta tale anche domani e dopodomani, praticamente per sempre.